Contesto Normativo e Pianificatorio di Riferimento

La pianificazione della ciclabilità, come per quella di altri sistemi di trasporto, si inserisce in un contesto normativo, pianificatorio e programmatico complesso e in continua evoluzione rispetto al quale è importante considerare i principali riferimenti a livello europeo, nazionale e locale, oltre al quadro strategico di Regioni contermini. 

A livello Europeo, importanti riferimenti sono:

  1. La dichiarazione dei Ministri dei Trasporti dell’UE sulla bicicletta ad ottobre 2015 [11]. 
  2. Il Libro bianco sui trasporti 2011 “Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti”. 
  3. Linee guida ELTIS 2013 sulla redazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.  
  4. Libro arancio 1999 “Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire”,
  5. Libro verde 2007 “Verso una nuova cultura della mobilità urbana”,
  6. Risoluzione del Parlamento europeo sulla sicurezza stradale in Europea 2011 – 2020.

A livello Nazionale:

  1. La legge 11 gennaio 2018, n.2 “disposizione per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la rete nazionale di percorribilità ciclistica” e il progetto Bicitalia.
  2. Il decreto legislativo del 4 agosto 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che adotta le “linee guida di redazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile” (PUMS).

A livello Regionale / Città Metropolitana:

  1. Progetto di Rete Ciclabile d’interesse Regionale (DGR 27 luglio 2015).
  2. Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT).
  3. Piano Territoriale Regionale e Piano Paesaggistico Regionale (PPR)e (PTR).
  4. Piano Regionale della sicurezza stradale (PRSS).
  5. Piano Strategico della Città Metropolitana. 

A livello comunale e inter-comunale:

  1. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città di Collegno.
  2. Il Piano Strategico “Collegno Rigenera”.
  3. A livello di interesse dei comuni limitrofi: il Piano Strategico “Torino Metropoli 2025” nonché il BiciPlan della Città di Torino. 

 

Tali riferimenti pianificatori individuano la seguente visione, obiettivi ed azioni:

Visione: La necessità di realizzare un nuovo modello di sviluppo urbano territoriale organico, definito e innovativo che renda resiliente e sostenibile il territorio, producendo benefici multisettoriali, che incrementino la vivibilità e salubrità dei territori.

Obiettivi:

  • Aumentare la qualità della vita delle persone 
  • Riqualificare i territori tutelando e valorizzando il paesaggio e l’ambiente naturale
  • Ridurre il consumo di suolo delle nuove infrastrutture
  • Favorire una maggiore sostenibilità negli spostamenti quotidiani e nel tempo libero.
  • Aumentare la sicurezza degli spostamenti (visione zero vittime) e l’accessibilità dei luoghi.
  • Incentivare l’uso della bicicletta in tutte le sue forme, con almeno il 15% degli spostamenti totali fatti con tale mezzo 
  • Promuovere e sviluppare il grande potenziale economico del cicloturismo
  • Governance comune, solida e condivisa


Azioni:

  • Politiche Nazionali-Regionali-Locali chiare, definite e lungimiranti con fondi certi.
  • Pianificazione della ciclabilità su più livelli, condivisa tra diversi Enti (Corona Verde, VenTo, Via Francigena, SCM…) 
  • Biciplan come strumenti di pianificazione
  • Definizione di standard tecnici condivisi ed elevati per l’infrastruttura ciclabile
  • Continuità dell’infrastruttura ciclabile
  • Intermodalità tra Tpl/Ferrovie e Bicicletta
  • Moderazione del traffico (zone 30, spazi condivisi) e rimodulazione degli spazi favorendo mobilità efficiente
  • Cicloparcheggi/Ciclostazioni
  • Informazione efficacie 
  • Promozione turistica/brandizzazione

 

Per quanto concerne le norme e le linee guida tecniche, il BiciPlan fa riferimento a:

  1. D.L. 30 aprile 1992 n° 285 e successive modificazioni: Nuovo Codice della Strada;
  2. D.P.R. 16 dicembre 1992 n° 495 e successive modificazioni: Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada.
  3. D.M. 557/99 “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”.
  4. D.M. 6792 del 5 novembre 2001 “Norme Funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”.
  5. L.R 33/90 “Interventi per la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto”;
  6. Linee guida Zone 30 (Linea guida 10 – la rete dei percorsi ciclabili) giugno 2007.
  7. Inoltre, prende spunto da manuali internazionali sulla pianificazione ciclistica quali: il “Design Manual for Bicycle Traffic” olandese (CROW, 2017); l’Urban Bikeway Design Guide (NACTO) e l’ “Handbook for cycle-friendly design” di SUSTRANS. 
  8. Per quanto riguarda gli studi di fattibilità e la valutazione socio-economica per la bicicletta si fa riferimento alle “Linee Guida Regionali per la Redazione di Studi di Fattibilità” della Regione Piemonte, le “Linee Guida per la Valutazione degli Investimenti in Opere Pubbliche” del Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti (D. Lgs. 228/2011) e la “Social cost-benefit analysis for cycling: state of the art” di DECISIO in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture dei Paesi Bassi.

 

Infine, il territorio di Collegno si inserisce all’interno di corridoi ciclistici nazionali ed internazionali quali:

  1. Il corridoio “Eurovelo 8” che collega Cadice ad Atene [12].
  2. Il programma “Corona Verde” e il progetto ciclistico “Corona di Delizie”.
  3. La linea 1 del Servizio Ciclabile Metropolitano (Alpignano – Torino) che mette in collegamento Collegno con la Via Francigena della Valle di Susa / Francia e la ciclovia del Po Venezia-Torino (VenTo).

 

 

 

 

 

[11] http://www.eu2015lu.eu/en/actualites/communiques/2015/10/07-info-transports-declaration-velo/07-Info-Transport-Declaration-of-Luxembourg-on-Cycling-as-a-climate-friendly-Transport-Mode---2015-10-06.pdf

[12] http://www.eurovelo8.com/